
Quando si affronta un viaggio, fin dall’inizio si cerca di trovare soluzioni a quelle che sono le variabili principali: hotel dove soggiornare, ristoranti adatti, noleggio vettura, talvolta addirittura dal necessario si sconfina al superfluo, prenotare in anticipo spettacoli o musei, ingressi per percorsi trekking etc. Una variabile che non trova risposta e rimane insoluta in un angolo del cervello è: dove posso trovare un gabinetto? Alcune città europee sono ben fornite, in altre i bagni sono pochi o in alcuni casi inutilizzabili. Sprovveduti e sprovvisti delle minime conoscenze della città, ci guardiamo attorno tra il via vai di gente per vie e negozi, più l’impellenza diventa incalzante e maggiormente la caccia al tesoro diventa incontenibile. Sono quei momenti che capisci perfettamente cosa volesse dire Riccardo III con la frase “il mio regno per un cavallo”.

D’accordo, la soluzione più istintiva è quella di entrare in un bar, ordinare il classico caffè, chiedere nella lingua locale (non tutti conoscono l’inglese) e fiondarsi davanti alla porta del bagno. Resta comunque il fatto che questa strategia non sia conveniente per tutti perché si sa che la caffeina ha il pregio di rilassare i muscoli pelvici e l’uretra con il conseguente rapido aumento della frequenza ad urinare che può innescare un irritante moto perpetuo.
Resta comunque da considerare che trattandosi di nazioni e mentalità diverse è difficile generalizzare: in alcune zone c’è un buon numero di bagni pubblici e si trovano facilmente, in altre ci sono pochi servizi igienici e magari molto sporchi, insomma lo spirito del viaggio è anche esporsi al “diverso”.
COME TROVARE UN BAGNO
- Negli ultimi anni hanno cominciato a diffondersi le app che permettono di individuare i bagni in città: le più utilizzate sono: Flush, Toilet Finder o TripToilet. Permettono di localizzare la propria posizione e vedere tutti i bagni presenti nei paraggi, indicati con simboli sulla mappa. Sotto la mappa c’è l’elenco, e di fianco a ogni bagno è indicato se è a pagamento o se è accessibile alle persone con disabilità. Si basano sul crowdsourcing, quindi la loro efficacia dipende dai viaggiatori che le usano. Sia chiaro che in molte località i dati sono ancora limitati, ma queste app possono essere utili, certo che a sud del Mediterraneo, per esempio, nelle Medine ci si può scordare di trovare facili soluzioni. Il vantaggio di queste app è che hanno una interfaccia intuitiva di facile comprensione ed è indicata la posizione precisa dei servizi igienici più vicini.
- Toilette a gettoni in strada: alcune grandi città, come Dublino, Parigi, sono disseminate di WC, simili a cabine telefoniche, agli angoli delle strade. In alcuni casi si i può pagare con la carta di credito oppure inserire monete da un euro o 50 centesimi e la porta si apre. All’uscita, si disinfettano persino da soli. I parchi e i musei hanno spesso bagni. Ovviamente si può dire che queste sono regole generali, per esempio ricordo che il Museo Tesla a Belgrado non ha servizi igienici e nel quartiere mancano anche esercizi pubblici. In alcuni paesi, i bagni pubblici potrebbero non essere sempre ben forniti. È consigliabile portare con sé fazzoletti e disinfettante per le mani, per ogni evenienza.
- Cercare in un centro commerciale pubblico o in un grande magazzino, Starbucks, Burger king, McDonalds (in alcuni di questi, però, occorre avere la ricevuta dell’ordinazione con il codice segreto da digitare sulla porta della toilette), nelle stazioni ferroviarie, ed edifici pubblici.
- Entrare con decisione nella hall di un Hotel come se si fosse clienti, il bagno si trova sempre in fondo e facendo ballare l’occhio si guarda il cartello sul muro. Questa operazione è più facile nei grandi locali con tavoli all’aperto, perché i camerieri penseranno che tu sia un cliente che sta solo facendo un salto dentro. Potrebbe essere definita maleducazione, oppure sopravvivenza, dipende dal ruolo che si sta interpretando in quel momento.
- Last but not least, trovare un posto poco frequentato e farla in loco. Mi è capitato a Praga, addirittura a poche decine di metri dalla Torre dell’orologio di scorgere uno che si è messo a fare la pipì contro il muro di un edificio. È stato un po’ sprovveduto perché è stato colto in fallo da due guardie, che comunque benevolmente non gli hanno fatto la multa. Ovviamente diverso è il discorso degli ambienti naturali dove il rapporto uomo natura è ancora allo stato primitivo. Se il viaggiatore capita in Connemara occorre porre attenzione perché il vento è una costante e la pioggia cade con una inclinazione di 40 gradi.

Lisbona – The Sexiest WC on Earth
Bagni pubblici: Il top e il flop
Il viaggiatore che si trova a Lisbona sicuramente passerà in quella che è la piazza più importante della città: Praça do Comércio. Tenendo alle proprie spalle l’estuario del fiume Tago e di fronte la maestosa statua equestre di re José I che con gli zoccoli del cavallo schiaccia il serpente, sulla destra sotto i portici vedrà il The Sexiest WC on Earth. Il nome è mistificante perché all’interno non c’è niente di hot, comunque si tratta di moderni gabinetti pubblici creati da una azienda produttrice di carta igienica. All’interno c’è una tranquilla ragazza che chiede 4 euro (che poi si traducono a 5 se non si ha la moneta) e fatto qualche passo sulla destra, il viaggiatore si trova una parete zeppa di rotoli di carta igienica perfettamente allineati di tutti i colori dell’arcobaleno ed anche le sfumature. Questi rotoli oltre alla vista stuzzicano anche l’olfatto emanando diversi tipi di profumo. Può capitare quindi che di fronte a tanta abbondanza anche se spinti da necessità impellente si rimanga bloccati ed esitanti nella scelta. I bagni hanno un ottimo design, l’arredamento è moderno e sono molto puliti, la musica è alta per non creare supposizioni inutili e in più si può tenere il rotolo di carta igienica utilizzato. Da sottolineare che con lo sconto famiglia il prezzo scende di un euro e una famigliola di 4 persone con 12 euro se la cava. Certo, sono bagni che uno visita una volta e quando farà ritorno a Lisbona ed è in zona, in caso di necessità andrà in uno dei tanti locali adiacenti a mangiarsi un gelato pagando la stessa somma.
Sempre a Lisbona, di ben altro tenore come eleganza e spirito, sono i bagni della caffetteria la Brasilera. Si tratta di un locale che ha 150 anni di storia ed è probabilmente il più famoso del paese. In stile Art déco, era la meta abituale dello scrittore Fernando Pessoa e di altri artisti. Durante il regime di Salazar, il dittatore aveva emesso addirittura un’ordinanza dove non permetteva di arrestare le persone all’interno del locale. Un mondo andato, con decorazioni, specchi e mobili primo Novecento ed anche i bagni ovviamente sono nel contesto. Lo stesso si può dire per il Café Noworolski in piazza Vecchia a Cracovia. Questo era il luogo di incontro di letterati ed intellettuali polacchi. Lo stesso Lenin, negli anni di esilio a Cracovia era solito frequentarlo quotidianamente. Più in là, nei decenni fu il ritrovo mattutino dei gerarchi delle SS prima di andare a compiere le loro tristi infamie nella vicina Auschwitz. Certo, noblesse oblige e le consumazioni costano il doppio ma i locali mantengono una vitalità che i musei, contenitori di cose morte, non hanno. Se una persona invece capita a Tallinn e vuole provare l’esperienza sensoriale di cosa voglia dire la parola cesso può recarsi alle ex-prigioni politiche di Patarei. Inutile descriverlo, è sufficiente vedere la faccia priva di soddisfazione di chi si è pur liberato di un peso. Un giovane con tanto di sciarpina leggera al collo, pantaloni bianchi aderenti e scarpe simil ballerine infangante. “C’est désagréable” mormora, cercando approvazione. E l’umana comprensione lascia posto ad una risata per questo povero cristo.
