Ottobre 14, 2026

La foto raffigurante locandina del film UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA

Il film “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson è liberamente ispirato al romanzo di Thomas Pynchon: Vineland. Il cast è di primo ordine: Leonardo di Caprio, Teyana Taylor, Sean Penn, Benicio Del Toro, Regina Hall, Alana Haim, Shayna McHayle … Le prime scene partono da un centro di detenzione per immigrati con militari che si aggirano dietro recinzioni metalliche di quello che pare un allevamento intensivo di polli. Un gruppo rivoluzionario di estrema sinistra noto come French 75 si infiltra nel sito per portare la rivoluzione. Attivisti di spicco del gruppo sono Pat Calhoun chiamato anche Ghetto Pat (Di Caprio) esperto in esplosivi e la sua compagna la  esuberante Perfidia Beverly Hills detta anche Fica Selvaggia  (Teyana Taylor) che prova desideri erotici nei momenti di rischio. La parte iniziale può essere collocata negli anni ’60, ’70.  Un’epoca in cui il gruppo va dalle rapine, ad attentati contro banche, uffici e infrastrutture della rete elettrica. Un gruppo di ribelli contro il sistema capitalistico e la plutocrazia. In una di queste operazioni nel centro di accoglienza Perfidia incontra il capitano Steven Lockjaw (Sean Penn). L’attore californiano veste i panni di un militare che ha l’ambizione di iscriversi ad una società segreta di suprematisti bianchi, il Club  Pionieri del Natale . Questo  inquietante personaggio ricatta la donna, attratto da lei perché di colore e tra loro si crea una relazione ambigua. Perfidia, sia per la pressione del militare, sia perché non attratta da una vita borghese, in questo caso dimostrando che il suo nome non è casuale, sceglie di abbandonare tutti ed entrare in clandestinità. Insomma, chi si è visto si è visto e Pat rimane solo con la figliola in braccio. Lo smembramento dei French 75 conduce Pat e la figlia a fuggire, assumendo l’identità fittizia di Bob e Wilma Ferguson (Chase Infiniti).

Passati sedici anni troviamo una ideologia ormai infiacchita e in pantofole. Se il film era partito con un Pat rivoluzionario che sognava un mondo migliore ora troviamo un impaludato Bob in vestaglia. Ormai, preda di una discreta inettitudine causata da droghe e alcol non può fare affidamento neanche sulla memoria e avere contatti con il suo vecchio gruppo. Bob, ormai “cotto” è lì ad incarnare che il tempo è ormai quello del disimpegno, del riflusso, insomma pare essere ormai entrato in uno stile di vita alla Drugo Lebowski, un nichilismo ed accettazione delle cose come vengono. Ma tranquilli, non finisce qui e come nel vecchio film “I duellanti” l’ossessività ha buona memoria. Il nemico ostinato, il colonnello impersonato da Penn già vecchio e rugoso di suo, ma qui reso ancora più ripugnante, si ripresenta per mettere in pericolo la vita della figlia di Bob. Si rinnova quindi la dicotomia rimasta silente per anni tra i due mondi estremi. E qui è meglio non spoilerare su una trama fluida, ma non semplice.

 

Una battaglia dopo l’altra è un film con molta gente, tante storie che si intrecciano, molte parole e tanta azione, con donne determinate e sexy e uomini problematici. Bene, si può definire un thriller d’azione e di energia, una commedia drammatica con tratti di comicità che richiama fumetti pulp e il grottesco tanto caro ad Anderson. Centocinquantun minuti che scorrono via veloci senza infiacchire le gonadi. Queste battaglie atemporali a cui si riferisce il titolo vedono ancora i due gruppi polarizzati: da un lato i bianchi suprematisti e dall’altra rivoluzionari idealisti. Divisi e diversi, ma entrambi trovano un comune denominatore in una buona dose di cialtroneria ed incoerenza. Insomma, tutto ciò che è sufficiente a mettere in risalto le contraddizioni umane senza fare sconti nè ai rivoluzionari nè alla ferocia dei suprematisti. Il ritmo del film incalzante e mai opprimente è accompagnato dalla buona colonna sonora di Johnny Greenwood il chitarrista dei Radiohead.

Ottima l’interpretazione di un sornione Benicio Del Toro che impersona Sensei Sergio, saggio maestro di karate, bonario e rassicurante, supereroe a livello di strada con i suoi ninja skater. Una sarabanda di gente che si incontra e scontra, gruppi segreti e botole che si aprono improvvisamente, inseguimenti, una sedicenne alla guida che si beve una Mustang. È un caleidoscopio a tratti grottesco di emozioni che Anderson riesce a dare, in questo film sulle rivoluzioni familiari, politiche, sociali e sul tempo. A proposito: il tempo non esiste, ma ci controlla.

 

 

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